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lunedì 31 marzo 2014

CASE POPOLARI PRIMA AI BOLOGNESI ONESTI!



La crisi ormai è arrivata ad un punto critico, le cronache sono piene di intere famiglie ITALIANE che dormono per strada sotto gli occhi di amministrazioni incompetenti che regalano le case a stranieri e ai rom, magari appena arrivati in Italia o appena usciti di prigione. Quello che chiediamo come Fratelli d'Italia Casalecchio di Reno è che vengano istituiti due criteri:


  • residenza minima di 10 anni sul territorio
  • fedina penale pulita  

come discriminanti per avere diritto all'assegnazione di una casa popolare in modo da poter dare una casa a chi ha avuto modo di contribuire attivamente all'economia del nostro territorio senza creare ghetti in preda al degrado nei quali per entrare bisogna saper parlare tutte le lingue del mondo eccetto l’italiano e dove i criminali possono tornare a dormire sonni tranquilli dopo giornate passate nella dubbia legalità.



FRATELLI D’ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE CASALECCHIO DI RENO CHIEDE L’UTILIZZO DEL CRITERIO DI RESIDENZA MINIMA E DELLA FEDINA PENALE PULITA PER L’ACCESSO ALLE CASE DI EDILIZIA PUBBLICA.


mercoledì 19 marzo 2014

Degrado e (in)sicurezza



Passeggiando o passando in macchina per il centro di Casalecchio negli ultimi tempi avrete sicuramente notato la presenza di persone dedite ad attività dalla dubbia legalità. C'è il medicante (?) al semaforo tra Via Marconi e Via Porrettana, il venditore ambulante di fronte a Dolce Lucia in Via Marconi, il 'parcheggiatore' nel parcheggio a fianco della casa della conoscenza. Sebbene non ci risultino notizie (al momento) di atti particolarmente violenti od intimidatori questi personaggi hanno mostrato in parecchie occasioni una veemenza quantomeno eccessiva nel richiedere un contributo da parte della popolazione (soprattutto il 'parcheggiatore' che basa il suo livello di insistenza a seconda di chi si trova davanti, c'è stato segnalato che arriva a seguire anziani e donne sole fino alla macchina se non riceve il 'contributo' per il parcheggio). Quello che ci chiediamo è come sia possibile che questi personaggi siano liberi di portare avanti le loro attività assolutamente indisturbati (i vigili ci passano a fianco e non si premurano nemmeno di tentare di identificarli), di che coperture godono per essere in grado di essere più tutelati di un qualsiasi cittadino comune? Cosa aspettan ad intervenire? Aspettano che succeda qualcosa? Ci vuole veramente un episodio violento per svegliarsi e tutelare i cittadini?

giovedì 31 ottobre 2013


Diciamolo subito, è una notizia soddisfacente.

La situazione era grave per via dell'assurda disparità di trattamento economico non solo tra chi abita a Casalecchio e chi abita a Bologna (pochi chilometri se non qualche decina di metri di distanza), ma tra gli stessi Casalecchiesi. Chi abita a S. Biagio e chi abita a Ceretolo si è visto vessato da un'assurda disparità di trattamento vedendosi retrocessi addirittura nella Zona 3 il che comportava un discreto esborso economico per poter viaggiare in autobus che, di questi tempi, risultava perfino ironico. Prendete l'autobus per risparmiare, dicevano. Peccato che per i residenti di S. Biagio e Ceretolo il più delle volte costava meno spostarsi in macchina.
Ad aggravare la situazione c'era anche la totale confusione che per molto tempo ha regnato su quali titoli di viaggio bisognava usare. Per andare a Bologna bastava il 2 zone. Ma se a Bologna si doveva cambiare autobus pur restando nella zona urbana di Bologna il 2 zone non bastava più. Bisognava munirsi del biglietto 3 zone. Questa informazione, e per parecchi mesi, non si riusciva ad ottenere nemmeno dagli stessi controllori (o dal call center di TPER) e tanti di noi si son visti multare (o l'hanno evitata per buon cuore del controllore) per aver sbagliato titolo di viaggio (in buona fede visto che l'informazione non c'è mai stata).
Solo dopo molte insistenze, qualche lettera sui giornali si è riusciti ad avere informazioni precise sui titoli di viaggio da comprare. Ma i mesi intanto erano passati e le multe erano fioccate.

Quello che però lascia l'amaro in bocca è che per essere considerati cittadini come tutti gli altri si sia dovuti entrare in campagna elettorale (ricordiamo che si vota nella prima metà del prossimo anno) e che, purtroppo, i casalecchiesi si sono già distinti per una memoria abbastanza corta. Speriamo solo che questa volta sia diverso e che per una volta ci si ricordi che il la giunta ci considera cittadini solo quando c'è da chiedere il nostro voto.